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Elena di Ritsos




I prossimi 18 e 19 maggio, Elisabetta Pozzi tornerà in scena con “Elena” di Yiannis Ritsos al Teatro Fraschini di Pavia, per la regia di Andrea Chiodi: un intenso monologo lirico ispirato all’Iliade, in cui Elena si presenta vecchia, prossima alla morte. I segni della sua antica bellezza si sono dissolti, il corpo è in disfacimento. Vive in una stanza malsana disseminata di oggetti che risvegliano la sua memoria, a tratti confusa, in una rievocazione con struggenti flashback che animano l’immagine di un passato glorioso e felice. Questa lunga agonia della parola accompagna il disfacimento naturale del corpo, malgrado l’operosità delle serve che le fanno la toilette e la truccano come un clown. Quando Elena si spegne, accovacciata sul suo letto, le serve avidamente rubano vari oggetti (gabbie per canarini, una radiolina, una stufetta elettrica, piante esotiche), prima dell’arrivo del carro funebre. Poi “di colpo scomparve ogni cosa. Silenzio assoluto.” La struggente eroina di Ritsos si dissolve nel nulla e nella morte ritrova la sua estraneità dalle catastrofi delle azioni dell’uomo che la avevano coinvolta, soprattutto dalla Storia.


Scritta nel 1970, fa parte del un ciclo di diciassette composizioni intitolato Quarta dimensione.

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