
Alexander Zeldin
Alexander Zeldin è nato il 24 aprile 1985 ed è cresciuto a Oxford, figlio di padre ebreo-russo e madre australiana, perdendo il genitore all’età di quindici anni, un evento che ha profondamente segnato la sua giovinezza. La sua carriera internazionale è iniziata muovendosi tra diversi Paesi, tra cui la Russia, dove ha collaborato con il prestigioso Teatro Mariinskij di San Pietroburgo dirigendo opere liriche, la Corea del Sud, il Medio Oriente e l’Italia, dove ha lavorato per il Napoli Teatro Festival nel 2010. Un momento cruciale per la sua crescita professionale è stato l’apprendistato come assistente alla regia del leggendario maestro Peter Brook e di Marie-Hélène Estienne, un sodalizio che ha profondamente influenzato il suo modo di concepire lo spazio teatrale e il lavoro con gli attori.
Il teatro di Zeldin si distingue per il forte realismo, l’attenzione alle marginalità sociali e un processo di scrittura che nasce spesso da lunghe improvvisazioni e laboratori sul campo. È diventato celebre a livello internazionale grazie alla sua acclamata Trilogia delle disuguaglianze. Il primo capitolo, intitolato Beyond Caring e debuttato nel 2014, racconta la vita precariata di un gruppo di addetti alle pulizie notturne in una fabbrica di carne. Successivamente, nel 2016, ha diretto LOVE, uno spettacolo ambientato in un centro di accoglienza temporanea per famiglie sfratate che ha riscosso un enorme successo di critica per la sua intima onestà. La trilogia si è conclusa nel 2019 con Faith, Hope and Charity, incentrato sulle vicende di un centro comunitario che offre un rifugio e un pasto a persone in gravi difficoltà economiche.
Nel 2019 il regista ha fondato la sua compagnia, la A Zeldin Company, espandendosi poi nel 2022 con una branca francese per gestire le sue produzioni e le tournée internazionali. Tra i suoi lavori più recenti e apprezzati spicca The Confessions, un’opera intima e intensa ispirata direttamente alla storia della vita di sua madre.
