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Samuel Beckett

Samuel Beckett (1906-1989), poeta, romanziere e drammaturgo di origine irlandese. Vinse il premio Nobel nel 1969 e influenzò un’intera generazione di drammaturghi compresi gli inglesi Harold Pinter e Tom Stoppard e gli americani Edward Albee e Sam Shepard.

Nato a Dublino nel sobborgo di Foxrock nel 1906, Beckett frequentò la prestigiosa “Portora Royal School” di Enniskillen prima (in quella che poi sarebbe diventata l’Irlanda del Nord) e poi il Trinity College di Dublino. Dopo la laura in Lingue Romanze nel 1927, ottenne una cattedra alla “École Normale Supérieure” di Parigi dal 1928 al 1930. Durante questo periodo strinse amicizia con l’autore irlandese James Joyce il quale ebbe un effetto profondo sulla sua scrittura. Gran parte della produzione poetica e narrativa del primo Beckett inclusi i racconti More Pricks than Kicks (1934) e il suo primo romanzo edito nel 1938, Murphy, furono scritti tenendo come modello le opere di Joyce.
Dopo aver studiato le opere del filosofo francese René Descartes e scritto un libro sullo scrittore francese Marcel Proust, edito nel 1931, mentre insegnava a Parigi, Beckett tornò a Dublino nel 1930 e completò la sua laurea e accettò una cattedra di francese al Trinity College. Ma la formale vita accademica aveva poco richiamo su di lui e nel dicembre del 1931 rassegnò le dimissioni senza alcuna prospettiva migliore se non la vaga speranza di scrivere. Questo periodo difficile è descritto in alcune delle sue prime opere: Dream of Fair to Middling Women, un romanzo incompleto scritto brevemente in ingflkese dopo le sue dimissioni ma bugglicato solo nel 1992, e una commedia in tre atti, Eleutheria (cioè “libertà” in greco) scritta in francese nel 1947 e pubblicata nel 1995.
Beckett attrabersò un periodo di tensioni familiari e di incertezze personale, specialmente dopo la morte di suo padre avvenuta nel 1933, cosa che rese ancora più tesi i rapporti già difficili con sua madre. Dal 1934 al 1936 si sottopose a delle sedute di psicoanalisi a Londra. Trascorse un anno viaggiando in Germania e assistette in prima persona all’ascesa del nazismo. Nell’ottobre del 1937 si trasferì a Parigi dove rimase più o meno stabilmente. Alcuni mesi dopo venne insepigabilmente assalito in una strada di Parigi. Durante il ricovero in ospedale venne visitato da una conoscenza, Suzanne Dumesnil la quale sarebbe diventata la sua compagna di vita e dal 1961, sua moglie. Dopo che Parigi cadde sotto i tedeschi nel 1940 (durante la II Guerra Mondiale), Beckett iniziò a scrivere per la resistenza francese. La sua unità fu tradita nell’agosto del 1942, comunque lui e Dumesnil scapparono a piedi verso il sud della Francia. Trascorsero gli anni della guerra nel villaggio di Roussillon, dove Beckett scrisse il romanzo Watt (terminato nel 1945, ma edito nel 1953). Per i suoi sforzi nel contrastare l’occupazione tedesca, venne decorato dal gorverno francese con la “Croix de Guerre” e la “Médaille de la Résistance” nel 1945.
Dopo la guerra Beckett tornò a Parigi e qui inizia il suo periodo più creatico che egli definì “the siege in the room” (per il modo in cui era assalito dalle idee e dall’ispirazione per ciò che aveva sperimentato): iniziò a scrivere in francese. In questa lingua era in grado di liberarsi dai limiti imposti dalla tradizione letteraria inglese e dall’influenza di Joyce. Quasi scherzando, Beckett spiegò che in francese si poteva “scrivere senza stile”. In rapida successione terminò tre romanzi che lentamente trovarono un editore: Molloy (terminato nel 1947, pubblicato nel 1951, tradotto nel 1955), Malone meurt (terminato nel 1948, pubblicato nel 1951, tradotto nel 1951 come Malone dies) e L’innomable (terminato nel 1950, pubblicato nel 1953, tradotto nel 1958 come The Unnamable); scrisse anche due opere teatrali Eleutheria e En attendant Godot (terminato nel 1949, pubblicato in francese nel 1952 e in inglese nel 1954).

Prive di una trama tradizione e personaggi riconoscibili, le opere di Beckett attaccavano i sistemi di comunicazione, incluso lo stesso linguaggio. Più che rappresentare la superficie visibile della vita, l’autore sembrava intento a dimostrare le sue inconsistenze e assurdità. Di conseguenza, alcuni primi critici videro Beckett come parte di una “letteratura dell’assurdo”, una rappresentazione dell’irrazionalità della vita. Una tale enfasi su questo lato del suo lavoro, comunque, ignorò la scomposizione razionale di Beckett della consapevolezza umana e del sistema attraverso il quale noi lottiamo per ordinare le nostre vite.
Con il successo internazione di Aspettando Godot, la fortuna letteraria ed economica di Beckett tornò a sorridergli, i suoi editori erano ansioni di pubblicare tutte le sue opere. Dal 1953 in poi scrisse sia in inglese sia in francese, traducendo poi i suoi lavori da una lingua all’altra. Dal 1967 in poi Beckett in persona mise in scena molte delle sue opere in particolare in Germania e in Francia.
Alla sua morte Beckett venne acclamato come il più innovativo e influente drammaturgo del XX secolo per il suo approccio anticonvenzionale al linguaggio ed alla trama e per quella sua intransigente e spesso scioccante drammatizzazione delle relazioni umane.

TEATRO
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Eleutheria (1947; pubblicata nel 1995)
Aspettando Godot (En attendant Godot / Waiting for Godot, 1952)
Atto senza parole I (Acte sans paroles) (1956)
Atto senza parole II (Acte sans paroles. II) (1956)
Finale di partita (Fin de partie) (1957)
L’ultimo nastro di Krapp (Krapp’s Last Tape) (1958)
Teatro I (Fragment de théâtre I) (fine anni 1950)
Teatro II (Fragment de théâtre II) (fine anni 1950)
Giorni felici (Happy Days) (1960)
Commedia (Play) (1963)
Quello che è strano, via (All strange away 1964 / prima edizione 1976)
Vai e vieni (Come and go) (1965)
Respiro (Breath) (1968)
Non io (Not I) (1972)
Quella volta (That Time) (1975)
Passi (Footfalls) (1975)
Un pezzo di monologo (A Piece of Monologue) (1980)
Dondolo (Rockaby) (1981)
Improvviso dell’Ohio (Ohio Impromptu) (1981)
Catastrofe (Catastrophe) (1982)
Cosa Dove (What Where) (1983)

Radio
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Tutti quelli che cadono (All that Fall) (1956)
Ceneri (Embers) (1959)
Radio I (Esquisse radiophonique) (1961)
Radio II (Pochade radiophonique) (1961)
Parole e Musica (Words and Music) (1961)
Cascando (Cascando) (1962)

Televisione
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Di’ Joe (Dis Joe) (1965)
Trio degli spiriti (Ghost Trio) (1975)
…nuvole… (…but the clouds…) (1976)
Quad (Quad) (1981)
Nacht und Träume (Nacht und Träume) (1982)

Cinema
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Film (Film) (1963)

Prosa
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Romanzi
Dream of Fair to Middling Women (1932; pubblicato nel 1992)
Murphy (1938)
Watt (1945; pubblicato nel 1953)
Mercier e Camier (1946; pubblicato nel 1974)
Molloy (1951)
Malone muore (1951)
L’innominabile (1953)
Com’è (1961)

Novelle
The Lost Ones (1971)
Company (1979)
Ill Seen Ill Said (1981)
Worstward Ho (1984)

Racconti
Più pene che pane (1934)
Testi per nulla (1954)
Primo amore (1973)
Fizzles (1976)
Stirrings Still (1988)

Altro
Proust (1931)
Tre dialoghi (con Georges Duthuit e Jacques Putnam) (1958)
Disjecta (1983)

Poesia
Whoroscope (1930)
Echo’s Bones and other Precipitates (1935)
Collected Poems in English (1961)
Collected Poems in English and French (1977)
What is the Word (1989)

Traduzione
Negro: an Anthology (Nancy Cunard, editor) (1934)
Anna Livia Plurabelle (James Joyce, French translation by Beckett and others) (1931)
Anthology of Mexican Poems (Octavio Paz, editor) (1958)
The Old Tune (Robert Pinget) (1963)