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Designs For Living


Autore: Claire Dowie
Categoria: Teatro
Genere: Melodramma
Lingua: inglese
Ruoli: 3
Attori: 1
Attrici: 2

Sinossi:

A JJ piace Terese, a cui piace Louise la quale è etero e le piace JJ. Ma Louise che è assolutamente sicura di non essere lebsica, (dice lei) crede che il macio JJ sia gay. Ma è così? Oppure è lei che preferirebbe gay? E come si definisce JJ? Ma alla fine le due donne hanno diritto di chiederglielo?
Ciò che inizia come una commedia degli errori, spassosa e romantica, con una svolta lesbica prende dei toni serie mentre la Dowie mostra come una cultura imbevuta di comportamenti codificati e segreti non rivelati fatichi a relazionarsi con emozioni esplicite. E così la commedia diventa serissima e provocatoria nel momento in cui si impone al personaggi di JJ di dichiararsi gay o etero. Le donne di questa piece non hanno diritto di domandare un ruolo identificabile per genere esattamente come anche la società non ha alcun diritto di domandare alle donne di definire la loro femminilità o la loro sessualità.


Personaggi:
JJ, un bel ragazzo Terese, una lesbica Louise, etero.

Commenti:
Alcuni anni fa la stampa lesbica venne a conoscenza che alcune donne erano invischiate in attività di sadomasochismo. Questo le vendeva alla patriarcale struttura del potere sessuale ed era inaccettabille secondo il loro parere. Finché qualcuno non puntualizzò che una cultura che lotta contro i pregiudizi della società verso le scelte sessuali del singolo, davvero non ha senso che a sua volta condanni le scelte sessuali di un altro. Dunque questa commedia della Dowie in maniera in un certo qual senso più leggera si basa sullo stesso paradosso, cioè che coloro che legittimamente lottano contro i pregiudizi e gli stereotipi possano a modo loro essere altrettanto colpevoli. E' un'opera comica e seria allo stesso tempo e si concentra sul problema di identificare il genere (maschile/femminile) delle persone: una confusione romantica dove anche il personaggio meglio intenzionato finisce per dipendare da etichette piuttosto che dalla realtà. E questo non vale solo per le lesbiche.