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Leopolstadt



Ci ha messo tanto a completare la stesura del testo, rivela Stoppard (82 anni) in un’intervista alla BBC, e con ogni probabilità questo potrebbe essere il suo ultimo contributo al mondo della drammaturgia. La fatica è stata fisica ma anche psicologica: descritto infatti come il suo play più personale, Leopoldstadt si basa molto su quella che è stata la vita della famiglia di Stoppard, i cui quattro nonni ebrei morirono in campi di concentramento nazisti.

Il play è ambientato all’inizio del ventesimo secolo a Leopoldstadt, che all’epoca era il vecchio e affollato quartiere ebraico di Vienna: un dramma passionale di amore e resistenza che segue per più di mezzo secolo le vicende di una famiglia che riscopre il significato dell’essere ebrei.

Leopoldstadt ha appena debuttato al Wyndham’s Theatre diretto da Patrick Marber, e vi rimarrà fino al prossimo giugno!