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Den Älskade


Autore: Lisa Langseth
Categoria:
Genere: Atto unico, Dramma, monologo
Ruoli: 1 (1F)

Sinossi:

Katarina inizia a parlare al pubblico dopo aver ascoltato assorta i rintocchi di un vecchio pendolo. Inizia – da indicazioni dell’autrice – come se stesse parlando da un podio, dibattendo temi filosofici, esistenziali, adducendo citazioni da Roland Barthes o Max Frisch che legge mano a mano dai numerosi libri che la circondano. Ma la questione non è evidentemente filosofica, o perlomeno, non d’impianto, e Katarina scivola velocemente alla narrazione della sua vita, di quando lavorava alla squallida tavola calda Marabou e di come un giorno vince un concorso per radio e ottiene un biglietto per l’Opera. Katarina non s’intende per nulla di musica, men che meno di opera, di passaggi tonali o di coloriture, ma quella sera, trascinando alla Tosca il suo reticente fidanzato Mattias – un bravo ragazzotto che lavora come camionista e che è felice della vita che fa – si ritrova di fronte ad uno specchio freddo e ineluttabile: scopre di essere una giovane donna totalmente ignorante e assoggettata alla non-cultura di massa, povera di consapevolezza e prospettive. In una sera a teatro, il suo mondo di periferia, di povertà e disperazione, le si rivela in toto. La piatta e crudele banalità della sua realtà la scuotono, cerca di avvicinarsi a quel mondo lontano fatto di cultura, libri, musica, conoscenza. Infine, per una coincidenza della vita, riesce a trovare lavoro come receptionist alla Concert Hall. Lascia la tavola calda e lentamente ma inesorabilmente inizia ad apprezzare Ciajkovskij e Bach. Ascolta Maria Callas a tutto volume, Rachmanikov. A lavoro conosce il famoso direttore d’orchestra Adam, sposato e perfetto padre di famiglia, che inizia a corteggiarla, a coinvolgerla nelle prove dei concerti, a contagiarla con il suo mondo fatto di interviste, debutti, tournée internazionali, artisti, intellettuali. E allo stesso modo in cui Katarina si lascia rapire dal fascino e dall’amore per la musica e la cultura, così si lascia rapire dal fascino e dall’amore per Adam. Si abbandona ad Adam per essere penetrata dalla cultura, per farsi trasformare da essa. Il processo di trasformazione la porta lontana da sé, dalla periferia, da una vita senza futuro, dal suo fidanzato. Si trova tra due classi sociali e non appartiene a nessuna di esse. Katarina diventa una vittima, una donna che cerca di riparare al panico della sua vita usando citazioni di Platone, fino ad arrivare ad un tragico epilogo. Da narratrice arguta e femminile, la protagonista giunge all’orlo del collasso: ucciderà il suo fidanzato, che ingelosito aveva minacciato di uccidere Adam, e si rinchiuderà nella casa di campagna in cui la troviamo, aspettando con ansia di ricevere una chiamata dal suo Adam in vacanza in Spagna con la famiglia.


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