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Fabrizio Funari

Fabrizio Funari (Roma, 9 Agosto 1991) è un librettista e drammaturgo post-moderno. 
Si interessa sin da giovanissimo alla drammaturgia: prima come studente di recitazione e successivamente come allievo di regia. Attratto dai principi linguistici che governano la comunicazione si laurea in Linguistica e Lingue Orientali appassionandosi alla filosofia del linguaggio. Poliglotta, continua la sua carriera accademica (Master) e professionale a Londra, Pechino, Madrid e Siviglia scrivendo libretti e pièce in inglese, spagnolo e italiano e collaborando con compositori affermati ed emergenti come Germán Alonso, Niño de Elche, Martin Gaughan, Kieron Smith e Marco Benetti e con festival internazionali come La Biennale di Venezia.

La sua opera The Sins of the Cities of the Plain (commissionata dall’Istituto de las Artes y Culturas de Sevilla e dalla Fundación BBVA) è il primo testo drammaturgico e melodrammatico della storia ad essere interamente scritto in Polari, una criptolingua adottata dalla comunità omosessuale di fin de siècle nelle principali metropoli del Regno Unito (soprattutto Londra) e progressivamente estinta dopo la depenalizzazione dell’omosessualità nel 1967.


La sua scrittura è fortemente influenzata dal théâtre de l’absurde e dalla teoria queer (intesa nei suoi termini accademici). Le sue opere descrivono narrative e identità anti-normative (es. anti-eteronormative) attraverso una scrupolosa e fantasmagorica gestazione del linguaggio volta a denunciare il fallimento della comunicazione – e della comprensione – nella società moderna che lascia le persone alienate, autoreferenziali e conformiste.